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AVVISO DI CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA DEI SOCI

Roma, 24.08.2026

A tutti i Soci e loro indirizzi

È convocata l’Assemblea dei Soci della Associazione TuConFin Aps Tutela Consumatori Finanziari, in prima convocazione per il giorno sabato 05.09.2026 ore 21,00 presso la sede dell’associazione in  

seconda convocazione per il giorno domenica 06.09.2026 alle ore 09,00

tramite videoconferenza Teams come previsto dall’art.6 dello Statuto, per discutere e deliberare sul seguente Ordine del Giorno:

  • Ricostruzione del cda a seguito dimissioni di uno dei consiglieri, nomina nuovo consigliere
  • Varie ed eventuali

Tutte le comunicazioni sono state inviate ai soci, via email, in data 24.08.2026

Buon viaggio Vito Monaco, il giornalista che ha dato voce ai mutuatari dei mutui in franco svizzero

Con profonda tristezza abbiamo appreso della scomparsa di Vito Monaco, storico giornalista e volto di Canale Italia, che per anni ha accompagnato il pubblico italiano raccontando i fatti dell’attualità con passione, competenza e straordinaria umanità. 

Per noi di TuConFin, Vito Monaco non è stato soltanto un giornalista. È stato una delle rarissime voci del mondo dell’informazione che ha scelto di ascoltare, comprendere e raccontare la vicenda dei mutui in euro indicizzati al franco svizzero erogati da Barclays, una problematica che ha coinvolto migliaia di famiglie italiane.

In anni in cui troppo spesso il silenzio ha prevalso sull’informazione, Vito ha aperto i microfoni delle sue trasmissioni ai mutuatari, dando spazio alle loro storie, alle loro difficoltà e alle loro richieste di giustizia. Lo ha fatto senza pregiudizi, con la curiosità del giornalista e con la sensibilità dell’uomo che comprende il valore delle persone dietro ogni vicenda.

Vito Monaco ha scelto di stare dalla parte dei fatti. Anche quando ciò significava esporsi personalmente, rinunciare a possibili opportunità o attirarsi l’antipatia di soggetti economicamente influenti. Ha continuato a dare voce ai consumatori perché credeva che il giornalismo dovesse servire i cittadini e non gli interessi dei potenti. È stato questo coraggio, raro e prezioso, a renderlo un punto di riferimento per migliaia di famiglie coinvolte nella vicenda dei mutui indicizzati al franco svizzero.

La sua ultima intervista alla nostra Presidente, Franca Berno, andata in onda nel febbraio 2026 su Canale Italia, rappresenta oggi una testimonianza preziosa del suo impegno nel raccontare una battaglia che continua ancora oggi. In quell’occasione, come in molte altre, Vito ha saputo trasformare una complessa questione bancaria e giuridica in un tema comprensibile a tutti, offrendo ai consumatori uno spazio di confronto autentico.

Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ricorda la sua disponibilità, la sua cortesia e la sua capacità di mettere a proprio agio gli ospiti. Dietro il professionista rigoroso c’era una persona sincera, capace di ascoltare e di dare valore alle storie che meritavano di essere raccontate.

Oggi il giornalismo italiano perde una voce autorevole e appassionata. Noi perdiamo anche un amico, una persona che ha creduto nell’importanza di far emergere la verità e di dare spazio a chi troppo spesso non veniva ascoltato.

A nome di tutti i soci, dei mutuatari e del Consiglio Direttivo di TuConFin, esprimiamo le più sentite condoglianze alla famiglia, ai colleghi di Canale Italia e a tutti coloro che hanno condiviso con lui il percorso professionale e umano.

Grazie Vito.

Per averci ascoltato.

Per aver raccontato la nostra storia.

Per non aver mai spento il microfono sulla voce dei consumatori.

Il tuo ricordo continuerà ad accompagnare il nostro cammino.

 

“Mutui in Franco Svizzero: il Pubblico Ministero in Cassazione chiede l’accoglimento del ricorso dei consumatori”

Roma, 16 giugno 2026 – Dopo oltre quattordici anni e mezzo di battaglie giudiziarie, è approdata davanti alla Corte di Cassazione la causa storica promossa dal primo gruppo di mutuatari che ha contestato in sede giudiziaria i mutui indicizzati al franco svizzero commercializzati da Barclays.

Si tratta della controversia che ha fatto da apripista a tutte le successive azioni legali avviate in Italia su questa particolare tipologia di prodotto e che vede tra i protagonisti le fondatrici di TuConFin APS, associazione nata proprio dall’esperienza maturata nel corso di questa lunga battaglia per la tutela dei consumatori.

Nel corso degli anni, il percorso intrapreso da questo gruppo storico è diventato un punto di riferimento per centinaia di famiglie coinvolte nelle medesime problematiche e ha contribuito a portare all’attenzione della giurisprudenza italiana ed europea il tema della trasparenza nei contratti bancari e finanziari.

Quattordici anni e mezzo senza mai fermarsi

In questi quattordici anni e mezzo non ci siamo limitati ad attendere l’esito del procedimento.

Abbiamo continuato a lavorare affinché le problematiche emerse da questa vicenda trovassero risposte non solo nelle aule di giustizia, ma anche nelle sedi istituzionali nazionali ed europee.

Nel frattempo è stato avviato un contenzioso nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri per questioni connesse alla tutela dei consumatori e alla corretta applicazione del diritto europeo. Parallelamente, sono state predisposte iniziative e petizioni da sottoporre alle istituzioni dell’Unione Europea, nella convinzione che la protezione dei cittadini e il rispetto dei principi di trasparenza non possano fermarsi ai confini nazionali.

La nostra attività non si è mai fermata perché questa non è soltanto una causa giudiziaria. È una battaglia per affermare un principio: i consumatori hanno il diritto di comprendere realmente i rischi economici dei contratti che sottoscrivono.

Le conclusioni del Pubblico Ministero

Particolarmente rilevanti appaiono le conclusioni formulate dal Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione.

Nella propria requisitoria, il Pubblico Ministero ha chiesto l’accoglimento del motivo relativo alla trasparenza delle clausole di indicizzazione al franco svizzero e alla tutela del consumatore, con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rinvio per un nuovo esame.

Secondo il Magistrato, il nodo centrale della controversia non riguarda la natura finanziaria del prodotto, ma il rispetto degli obblighi di informazione e trasparenza che il diritto nazionale ed europeo impongono agli istituti bancari nei confronti dei consumatori.

Il parere della Procura Generale: un alleato autorevole per i consumatori

Sebbene il parere della Procura Generale non sia vincolante per il Collegio giudicante, il suo peso giuridico e istituzionale è indiscutibile.

In questo caso, il Magistrato ha individuato proprio nel tema della trasparenza il punto centrale della controversia, aderendo all’impostazione sostenuta dai mutuatari e richiamando i principi elaborati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dalla più recente giurisprudenza nazionale.

La requisitoria evidenzia come non sia sufficiente che le clausole contrattuali risultino formalmente corrette o lessicalmente comprensibili. Il vero parametro richiesto dal diritto europeo è la cosiddetta trasparenza sostanziale: il consumatore deve essere concretamente messo nelle condizioni di comprendere le conseguenze economiche delle obbligazioni che assume.

Secondo la Procura Generale, la banca non poteva limitarsi a indicare in termini astratti l’esistenza di un rischio di cambio, ma avrebbe dovuto fornire informazioni concrete, complete e comprensibili, illustrando anche attraverso simulazioni pratiche gli effetti che l’andamento sfavorevole del rapporto di cambio euro/franco svizzero avrebbe potuto produrre sul capitale residuo da restituire.

Si tratta di un’affermazione di particolare rilievo perché sposta il focus del giudizio dalla mera correttezza formale delle clausole alla reale capacità del consumatore di comprendere e valutare la sostenibilità economica del mutuo nel lungo periodo.

In altre parole, non basta che le parole utilizzate nel contratto siano chiare. Occorre che sia chiaro anche l’effetto economico che quelle clausole possono produrre sulla vita delle persone.

Una decisione attesa da centinaia di famiglie

La decisione della Corte di Cassazione è oggi attesa non soltanto dai ricorrenti storici, ma da centinaia di famiglie che in questi anni hanno seguito con attenzione l’evoluzione della vicenda.

La pronuncia della Suprema Corte potrebbe infatti rappresentare un passaggio fondamentale nella definizione degli standard di trasparenza applicabili ai contratti di mutuo caratterizzati da meccanismi complessi di indicizzazione valutaria.

Le conclusioni del Pubblico Ministero non anticipano l’esito del giudizio e non vincolano la Corte, che resta pienamente libera nelle proprie valutazioni. Tuttavia, rappresentano un riconoscimento importante della centralità delle questioni sollevate dai consumatori e del lungo percorso intrapreso per ottenere giustizia.

Uniti e davanti sempre

Dopo oltre quattordici anni e mezzo, la causa che ha aperto la strada a tutte le controversie sui mutui Barclays indicizzati al franco svizzero è finalmente arrivata davanti al massimo organo della giurisdizione italiana.

Qualunque sarà la decisione finale, resta il valore di una battaglia che ha acceso i riflettori su temi fondamentali come la trasparenza bancaria, l’equilibrio contrattuale e la tutela dei consumatori.

Una battaglia portata avanti con determinazione, competenza e spirito di servizio da persone che hanno scelto di non arrendersi e di trasformare un problema individuale in un impegno collettivo.

Ora la parola passa alla Corte di Cassazione.

TuConFin APS

#UnitiEDavantiSempre

Mutui in franchi svizzeri: nullità della clausola multidivisa e svolta storica in Europa

La sentenza che cambia tutto per i mutui in valuta estera

I mutui in franchi svizzeri tornano al centro dell’attenzione dopo una decisione storica: la Corte Suprema spagnola ha dichiarato la nullità della clausola multidivisa nei mutui Barclays, ordinandone la conversione in euro.

Una svolta che non riguarda solo la Spagna, ma anche l’Italia e tutti i mutuatari coinvolti in mutui indicizzati al franco svizzero.


⚖️ Mutui multidivisa: quando la clausola è nulla

La Corte ha stabilito un principio fondamentale:

👉 la clausola multidivisa è nulla quando manca trasparenza

In particolare, le banche:

  • non hanno spiegato correttamente i rischi del cambio

  • non hanno chiarito che il debito poteva aumentare

  • non hanno reso comprensibili le conseguenze economiche

Questo significa che molti mutui in valuta estera erano strutturalmente sbilanciati.


⚠️ Mutuo in franchi svizzeri: i rischi non spiegati

Chi ha sottoscritto un mutuo in CHF spesso non è stato informato su aspetti decisivi:

  • aumento del debito residuo nel tempo

  • rate più alte a causa del cambio

  • impossibilità di prevedere il costo reale del mutuo

👉 Il risultato?

Molti mutuatari si sono trovati a pagare di più senza ridurre il capitale.


🇮🇹 Mutui franchi svizzeri in Italia: cosa cambia

La decisione si basa sulla normativa europea sulle clausole abusive.

Questo significa che:

👉 i principi sulla nullità della clausola multidivisa valgono anche in Italia

Nei casi italiani emergono gli stessi problemi:

  • informazione incompleta

  • rischio sottovalutato

  • squilibrio contrattuale

Sempre più tribunali stanno riconoscendo questi elementi nei mutui Barclays indicizzati al franco svizzero.


🔄 Conversione del mutuo in euro: cosa significa

La Corte ha stabilito che i mutui devono essere:

👉 convertiti da valuta estera a euro

Questo comporta:

  • eliminazione del rischio cambio

  • ricalcolo del debito

  • riequilibrio del contratto

Una soluzione già applicata anche in diversi casi italiani.


💰 Rimborso mutuo franchi svizzeri: come recuperare le somme

Attenzione: la Corte ha chiarito che:

❌ il rimborso non è automatico nelle azioni collettive

✅ ogni mutuatario deve agire individualmente (o in cause di gruppo come stiamo facendo da anni)

Questo significa che:

  • è possibile ottenere il rimborso delle somme pagate in eccesso

  • ma serve un’azione legale specifica


🎯 Clausola multidivisa nulla: cosa fare oggi

Se hai un mutuo in franchi svizzeri o un mutuo multidivisa, è importante:

  1. verificare il contratto

  2. analizzare la trasparenza delle informazioni ricevute

  3. valutare un’azione per il recupero delle somme

👉 Molti casi possono essere contestati con solide basi legali.


📊 Mutui in valuta estera: problema individuale o sistemico?

Questa sentenza segna un cambio di prospettiva:

❌ non è il cliente che ha sbagliato

✅ è il prodotto che non era trasparente

I mutui multidivisa non sono più visti come casi isolati, ma come un problema diffuso.


🧭 Conclusione: mutui CHF, una nuova opportunità

La dichiarazione di nullità della clausola multidivisa rappresenta una svolta per chi ha un mutuo indicizzato al franco svizzero.

👉 Oggi esiste una strada concreta per:

  • contestare il contratto

  • riequilibrare il mutuo

  • recuperare le somme pagate in eccesso


📩 Hai un mutuo in franchi svizzeri?

Se vuoi capire se puoi ottenere il rimborso o contestare il tuo mutuo:

👉 contattaci per una prima valutazione

Potresti essere tra i tanti che possono agire.


🎯 Leggi anche:


⚖️  SENTENZA:

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INTERVISTA: Lunedì 16 Febbraio 2026, Tuconfin a NOTIZIE OGGI

Save the date

Lunedì 16 Febbraio 2026 saremo in onda diretta su Canale Italia dalle 9 alle 10 per parlare dei mutui indicizzati al CHF erogati da Barclays Bank Plc.

Grazie a Vito che rimane sempre al nostro fianco!

Stai tuned e Save the date

Programma: NOTIZIE OGGI - dalle ore 9 alle ore 10

Conduce: Vito Monaco

Clicca qui per le nuova numerazione di Canale Italia divisa per regione.

https://www.facebook.com/CanaleItaliaUfficiale/

http://www.canaleitalia.it/

Potete intervenire con le vostre telefonate al 049/631111 .. Vi aspettiamo!

TuConFin c'è!

In presenza:

Franca Berno, Presidente Tuconfin

Clicca qui per vedere l'intervista:

AVVISO DI CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA DEI SOCI

Roma, 03.02.2026

A tutti i Soci e loro indirizzi

È convocata l’Assemblea dei Soci della Associazione TuConFin Aps Tutela Consumatori Finanziari, in prima convocazione per il giorno venerdì 27.02.2026 ore 21,00 presso la sede dell’associazione ed in 

seconda convocazione per il giorno sabato 28.02.2026 alle ore 10,30

tramite videoconferenza Teams come previsto dall’art.6 dello Statuto, per discutere e deliberare sul seguente Ordine del Giorno:

  1. Relazione del Presidente sull’attività svolta nel 2025
  2. Approvazione del bilancio consuntivo 2025 e preventivo esercizio 2026
  3. Varie ed eventuali

Tutte le comunicazioni sono state inviate ai soci, via email, in data 03.02.2026

Mutui in euro indicizzati al franco svizzero: il Tribunale di Napoli dichiara vessatorie le clausole Barclays

Clausole vessatorie, stop alla doppia indicizzazione e ritorno al capitale nominale

 

Con la sentenza n. 722 del 16 gennaio 2026, il Tribunale di Napoli – II Sezione Civile interviene in modo netto sul tema dei mutui in euro indicizzati al franco svizzero, dichiarando vessatorie e quindi nulle le clausole che regolano il meccanismo di doppia indicizzazione applicato da Barclays (già Woolwich).

Una decisione di grande rilievo che si inserisce in un filone giurisprudenziale sempre più significativo e che ribadisce un principio fondamentale: la trasparenza richiesta al professionista non è solo formale, ma sostanziale, come imposto dal diritto dell’Unione Europea.


 

Il caso: dieci anni di rate e un debito che cresce

 

I mutuatari avevano sottoscritto nel 2007 un mutuo ipotecario in euro per 180.000 euro, a tasso variabile, formalmente pagabile in euro ma indicizzato al franco svizzero sia per il calcolo degli interessi (LIBOR CHF) sia per il capitale.

Nel 2017, dopo dieci anni di regolare pagamento delle rate, la richiesta di estinzione anticipata si trasformava in una doccia fredda: la banca chiedeva oltre 204.000 euro, di cui 57.443 euro imputati esclusivamente alla rivalutazione del cambio euro/CHF.

In altre parole, il mutuo non si estingueva: si moltiplicava.


 

Le contestazioni dei mutuatari

 

I mutuatari hanno denunciato:

  • la mancata trasparenza del meccanismo di doppia indicizzazione;

  • la vessatorietà delle clausole contrattuali (artt. 4, 4-bis e 7);

  • l’impossibilità per un consumatore medio di comprendere:

    • il funzionamento reale del cambio valutario;

    • il costo complessivo del mutuo;

    • le conseguenze economiche dell’estinzione anticipata;

     

  • la divergenza tra TAEG dichiarato e TAEG effettivo.

 


 

Il ruolo decisivo della CTU

 

La Consulenza Tecnica d’Ufficio ha svolto un ruolo centrale nel giudizio.

Il CTU ha chiarito che le clausole erano formalmente corrette, ma di difficile comprensione per un consumatore medio, soprattutto quanto agli effetti economici complessivi derivanti dall’interazione tra tasso di interesse e cambio valutario.

Ed è proprio qui che la sentenza assume un valore sistemico.

Questa decisione favorevole si aggiunge alle numerose pronunce che hanno riconosciuto la vessatorietà delle clausole nei procedimenti in cui è stata disposta la CTU.

All’opposto, nei giudizi in cui l’accertamento tecnico viene negato, si registrano frequentemente sentenze fondate su motivazioni standardizzate, spesso ridotte a un copia e incolla di orientamenti pregressi, impermeabili alla realtà concreta del rapporto.


 

Diritto UE e tutela effettiva del consumatore

 

La centralità della CTU trova un solido fondamento nella dottrina e nella giurisprudenza dell’Unione Europea, a partire dalla Direttiva 93/13/CEE sulle clausole vessatorie.

Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la tutela del consumatore deve essere effettiva e concreta, non meramente teorica.

Il giudice nazionale, in quanto giudice europeo, è tenuto a verificare d’ufficio se una clausola consenta al consumatore medio non solo di leggerla, ma di comprenderne le conseguenze economiche reali, anche in scenari sfavorevoli.

La CGUE ha più volte chiarito che il requisito di trasparenza:

  • non si esaurisce nella correttezza grammaticale;

  • non coincide con la mera possibilità astratta di comprensione;

  • richiede che il consumatore sia posto in condizione di valutare ex ante l’impatto economico del contratto nel suo complesso.

 

In presenza di meccanismi finanziari complessi, come la doppia indicizzazione valutaria e finanziaria, l’accertamento tecnico non è un optional, ma lo strumento necessario per rendere visibile ciò che, altrimenti, resterebbe opaco.


 

Clausole vessatorie e conseguenze economiche

 

Il Tribunale di Napoli ha escluso la nullità del contratto per indeterminatezza dell’oggetto e ha dichiarato prescritte le domande di responsabilità precontrattuale, ma ha accolto il cuore della domanda.

Le clausole sulla doppia indicizzazione sono state dichiarate nulle per vessatorietà ex art. 36 Codice del Consumo, perché:

  • non consentivano al consumatore di comprendere il funzionamento concreto del mutuo;

  • impedivano una valutazione reale del costo complessivo;

  • determinavano un significativo squilibrio tra le parti.

 

La conseguenza è dirompente:

i mutuatari devono restituire esclusivamente il capitale originariamente erogato, pari a 180.000 euro, con applicazione dei soli interessi legali ex art. 1277 c.c., senza alcun effetto del cambio euro/CHF.

Il piano di ammortamento dovrà proseguire su queste nuove basi.


 

Sentenze opposte sullo stesso prodotto: un’anomalia che parla da sola

 

Il fatto che continuino a emergere sentenze diametralmente opposte sul medesimo prodotto bancario, con clausole identiche, dimostra che il problema non è teorico, ma metodologico.

Da un lato, decisioni fondate su un’analisi concreta del contratto, coerente con il diritto dell’Unione Europea e supportata dalla CTU.

Dall’altro, pronunce ancorate a schemi astratti, spesso refrattarie all’accertamento tecnico e più fedeli a un copione interpretativo che alla realtà economica del rapporto.

Questa frattura non indebolisce la posizione del consumatore. Al contrario, ne rafforza le ragioni, perché mostra che ogni volta che si guarda davvero dentro il mutuo, la mancanza di trasparenza emerge con chiarezza.


 

Conclusione

 

La sentenza del Tribunale di Napoli n. 722/2026 rappresenta un ulteriore tassello in un mosaico giurisprudenziale che non può più essere ignorato.

Scrivere una clausola non basta.

Inserire un rischio nel contratto non equivale a renderlo comprensibile.

E la tutela del consumatore non può dipendere dall’inerzia o dalle convinzioni personali di chi giudica.

Quando il diritto viene applicato nella sua dimensione nazionale ed europea, e quando il contratto viene analizzato per ciò che realmente produce, la ragione del contraente debole non è un’eccezione: è la conseguenza naturale della trasparenza finalmente ritrovata.

Resta però una ferita ancora aperta: il danno economico e psicologico subito dal consumatore, che meriterebbe pieno riconoscimento, così come la condanna integrale della banca alla rifusione delle spese, perché non può essere il cittadino a pagare il prezzo di clausole inique, anche quando l’accoglimento è solo parziale.

Questo risultato va salutato con rispetto e determinazione: complimenti a chi ha resistito, a chi ha scelto di non mollare. La strada è tracciata. Continuare a lottare è un dovere, perché la giustizia arriva, sempre, soprattutto per chi non ha mai smesso di credere nelle proprie ragioni.

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Convegno sul diritto bancario: focus sui mutui in euro indicizzati al franco svizzero



ISCRIZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 15/01/2026 ALLE ORE 12.00 ALLA SEGUENTE MAIL: info.dpsd@unimi.it, SPECIFICANDO SE SI PARTECIPERÀ IN PRESENZA O ONLINE.



 

Università degli Studi di Milano – 16 gennaio 2026

Il 16 gennaio 2026 si terrà presso l’Università degli Studi di Milano il convegno “Il diritto bancario nell’oggi” (VIII edizione), un appuntamento di alto profilo scientifico e pratico dedicato all’evoluzione della disciplina bancaria e alla tutela dei consumatori.

L’evento si svolgerà in Aula 431, in Via Festa del Perdono n. 7 – Milano, con possibilità di partecipazione sia in presenza sia online, sempre e solo previo accreditamento via e-mail.

Sessione pomeridiana: aggiornamento sui mutui indicizzati al CHF

Particolare rilievo riveste la sessione pomeridiana, in programma dalle ore 14.30, durante la quale interverrà il nostro legale, Avv. Alberto Tedoldi, con un contributo dedicato ai mutui in euro indicizzati al franco svizzero (CHF).

L’intervento rappresenterà un importante momento di aggiornamento e approfondimento sul percorso giuridico che stiamo portando avanti insieme, con un’analisi dei passi già compiuti e delle prospettive future, alla luce dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale.

Il convegno sarà inoltre un’occasione di confronto diretto su uno dei temi più complessi e attuali del diritto bancario, che continua ad avere un impatto concreto su famiglie e consumatori.

Informazioni utili per la partecipazione

📅 Data: venerdì 16 gennaio 2026

🕒 Orario sessione pomeridiana: dalle ore 14.30

📍 Luogo: Università degli Studi di Milano – Via Festa del Perdono, 7 (Aula 431)

💻 Modalità: in presenza oppure online

⚠️ La partecipazione è gratuita, ma l’iscrizione è obbligatoria entro il 15 gennaio 2026 alle ore 12.00. La partecipazione online è consentita esclusivamente previa iscrizione via e-mail.

Un appuntamento da non perdere per chi desidera rimanere aggiornato sul tema dei mutui indicizzati al franco svizzero e sul lavoro legale e strategico che stiamo portando avanti insieme.



ISCRIZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 15/01/2026 ALLE ORE 12.00 ALLA SEGUENTE MAIL: info.dpsd@unimi.it, SPECIFICANDO SE SI PARTECIPERÀ IN PRESENZA O ONLINE.



 

 

Famiglia preoccupata davanti a documenti di mutuo, simbolo della crisi dei mutui in franchi svizzeri e dell’aumento dei ricorsi contro Barclays.

Mutui in Franchi Svizzeri: aumentano ricorsi e rate impazzite

 

Mutui in Franchi Svizzeri: perché sempre più italiani smettono di pagare e scelgono la via legale

Crescono i ricorsi e aumentano le rate: la questione dei mutui indicizzati al franco svizzero torna al centro del dibattito

Negli ultimi anni, la vicenda dei mutui in franchi svizzeri è diventata uno dei casi più discussi nel panorama bancario italiano.
Migliaia di famiglie si trovano oggi schiacciate da rate sempre più alte, legate alla rivalutazione del cambio e a clausole di indicizzazione opache, che hanno trasformato un normale finanziamento in un vero e proprio cappio economico.

La sentenza del Tribunale di Salerno: le clausole di indicizzazione sono nulle

Con la sentenza n. 3602 del 13 settembre 2025, il Tribunale di Salerno ha stabilito un principio importante: le clausole di indicizzazione al franco svizzero, se poco chiare o incomprensibili per il consumatore, sono nulle.

Il caso riguardava un mutuo da 165.000 euro stipulato nel 2007 con Barclays Bank PLC, in cui la rata era legata al tasso Libor CHF e al cambio euro/franco svizzero.
Al momento dell’estinzione anticipata, la banca aveva richiesto quasi 50.000 euro in più, solo per la rivalutazione valutaria.

Il Tribunale ha ritenuto che il meccanismo di calcolo fosse oscuro e squilibrato, perché trasferiva tutto il rischio di cambio sul mutuatario, senza un reale vantaggio compensativo.
Risultato: clausole nulle e obbligo per la banca di restituire oltre 67.000 euro, tra rivalutazione e interessi.

In Italia cresce il numero di ricorsi (e di chi smette di pagare)

Oggi, in tutta Italia, il numero di ricorsi legali sui mutui in franchi svizzeri è in costante aumento.
Ma cresce anche un altro fenomeno: sempre più mutuatari smettono di pagare le rate, perché ormai insostenibili.
Gli importi mensili, gonfiati dalle oscillazioni del cambio, sono diventati per molti una spesa impossibile da sostenere.

A peggiorare la situazione è la mancanza di uniformità nelle sentenze: ogni tribunale sembra decidere in modo diverso, alimentando l’incertezza e la sensazione di ingiustizia.
Questa incostanza dei giudici, oltre a generare sfiducia, mette in luce quanto poco trasparente fosse il meccanismo contrattuale alla base di questi mutui.

Per molte famiglie, avviare una causa non è più una scelta, ma una necessità: l’unico modo per cercare di fermare un debito che cresce mese dopo mese.

L’offerta di Barclays: una “mano tesa” solo in apparenza

Dal 2016 Barclays ha lanciato una specifica offerta commerciale dedicata ai mutui in franchi svizzeri, presentandola come una soluzione “equa” per aiutare i clienti in difficoltà.
In realtà, quell’iniziativa si è rivelata un tentativo di arginare l’ondata di ricorsi giudiziari e di convincere i tribunali che la banca stesse agendo in modo collaborativo e responsabile.

Dietro la facciata della “proposta di aiuto” si nasconde, però, un meccanismo tutt’altro che vantaggioso:

  • Nessuno sconto reale per il mutuatario;
  • Rinuncia obbligatoria a qualsiasi azione legale – passata, presente o futura.

Una strategia studiata più per proteggere l’istituto che per tutelare i clienti.

Il messaggio implicito, tristemente attuale, è quello di un sistema in cui chi subisce un torto viene trattato come un approfittatore, mentre chi ha generato il problema finisce per apparire la vittima.

Una battaglia ancora aperta

La questione dei mutui in franchi svizzeri resta tutt’altro che chiusa.
Le decisioni come quella del Tribunale di Salerno segnano un passo importante verso la tutela dei consumatori, ma servirebbe una linea giurisprudenziale chiara e coerente.

Finché ciò non accadrà, centinaia di famiglie continueranno a trovarsi davanti a una scelta difficile:

👉 Pagare rate ormai insostenibili,
oppure
👉 intraprendere una causa, sperando di ottenere giustizia.

In sintesi

  • Le clausole di indicizzazione al franco svizzero possono essere dichiarate nulle se non trasparenti.
  • Le rate aumentano e sempre più mutuatari non riescono a pagarle.
  • Le sentenze divergenti aumentano l’incertezza.
  • L’offerta di Barclays non prevede vantaggi reali e impone la rinuncia a qualsiasi causa.
  • Il contenzioso in materia è in forte crescita in tutta Italia.

Vuoi sapere se il tuo mutuo è affetto da clausole nulle? Scrivici in segreteria@tuconfin.it

Uniti e avanti, sempre!

Sentenza n.3602:2025 pubbl. il 13.09.2025 - Tribunale di Salerno

 

Mutui trappola e tassi manipolati: la doppia beffa per i cittadini italiani

LIBOR, EURIBOR e mutui in franchi svizzeri: quando la manipolazione si paga a caro prezzo. Ma solo i cittadini.

Nel 2023 il giornalista della BBC Andy Verity ha pubblicato Rigged, un libro-inchiesta che smonta la narrazione ufficiale sullo scandalo della manipolazione dei tassi interbancari LIBOR ed EURIBOR, scoppiato a seguito della crisi finanziaria del 2008. Secondo Verity, non furono semplici “mele marce” – alcuni trader isolati – a truccare i tassi, ma furono le stesse istituzioni finanziarie, supportate da governi e banche centrali, a orchestrare consapevolmente la manipolazione per proteggere la stabilità apparente del sistema bancario.

Le sue rivelazioni si basano su registrazioni audio inedite di conversazioni tra trader di Barclays, da cui emerge chiaramente come la Banca d’Inghilterra e membri del governo britannico esercitarono pressioni affinché venissero comunicati tassi più bassi rispetto a quelli reali. Questa pratica, nota come lowballing, serviva a rassicurare i mercati in un momento di panico globale.

Tuttavia, le indagini giudiziarie che seguirono colpirono solo i livelli più bassi della catena. Trader come Tom Hayes e Carlo Palombo sono stati condannati e incarcerati, mentre chi impartiva gli ordini è rimasto nell’ombra. Anche dopo che nuove prove hanno indicato che molti di loro agivano su istruzioni superiori, nessuna revisione dei processi è stata concessa.

Questa vicenda, apparentemente lontana, ha avuto un impatto diretto e devastante anche sull’Italia.

Nel nostro Paese, tra il 2006 e il 2011, Barclays ha venduto a migliaia di famiglie mutui indicizzati al franco svizzero, che già circolavano dal 1993 con il marchio Woolwich. Questi prodotti erano strutturati su due elementi oggi notoriamente manipolati: il tasso LIBOR e il cambio euro/franco. Quando, dopo il 2011, il franco svizzero ha iniziato a rivalutarsi e il LIBOR ha subito le conseguenze delle manipolazioni, i mutuatari italiani si sono trovati a dover rimborsare molto più del previsto, con un debito residuo che cresceva invece di diminuire.

Non solo: molti clienti hanno denunciato la scarsa comprensibilità dei contratti, la mancanza di adeguate informazioni sui rischi di cambio e l’assenza di trasparenza nel meccanismo di indicizzazione. Il tutto mentre le stesse autorità internazionali sanzionavano Barclays e altre banche per aver manipolato quei tassi proprio negli anni in cui questi mutui venivano sottoscritti.

Alcuni tribunali italiani, come quello di Milano, hanno riconosciuto l’illegittimità delle clausole di indicizzazione, considerando che la variazione del capitale in base al cambio non era stata esplicitamente e chiaramente spiegata. Tuttavia, decisioni contrastanti – come quella del Consiglio di Stato, che ha annullato le sanzioni inflitte a Barclays sostenendo la presunta chiarezza delle clausole – hanno generato ulteriore confusione e sfiducia.

Il legame è evidente: chi ha manipolato i tassi ha contribuito direttamente a creare danni concreti ai cittadini, che hanno firmato mutui apparentemente leciti ma basati su parametri inquinati. E mentre all’estero si inizia timidamente a parlare di responsabilità istituzionali e di revisione delle condanne, in Italia tutto tace.

O peggio: si assolve chi ha venduto prodotti tossici, si condanna chi prova a far valere i propri diritti.

Serve una riflessione urgente sulla trasparenza dei prodotti finanziari, sul ruolo degli organismi di vigilanza e su una giustizia che, troppo spesso, appare più interessata a tutelare gli equilibri di sistema che i cittadini danneggiati.

E allora, l’Italia quando si sveglierà?

Il Fatto Quotidiano: La giustizia divisa sui mutui Barclays

Mutui Barclays in franchi svizzeri: tra trappole contrattuali e sentenze contrastanti

Grazie al prezioso lavoro de Il Fatto Quotidiano, che continua a tenere alta l’attenzione su una vicenda complessa e poco conosciuta, riemerge con forza il caso dei mutui in franchi svizzeri concessi da Barclays tra il 2003 e il 2010. Recenti sentenze del Tribunale di Milano hanno accolto le istanze dei mutuatari, riconoscendo gravi vizi di trasparenza nei contratti e ordinando il ricalcolo dei debiti residui. Tuttavia, una sentenza del Consiglio di Stato ha ribaltato la prospettiva, ritenendo non dimostrato il carattere ingannevole dell’offerta Barclays. Una divergenza che alimenta confusione e frustrazione tra le migliaia di famiglie italiane ancora intrappolate in mutui indicizzati a una valuta estera di cui, spesso, non era stato chiarito il rischio.

Come sottolinea il giornalista Vincenzo Imperatore, il diritto europeo è un’arma potentissima e va impugnata con determinazione. Accettare l’ingiustizia significherebbe legittimare l’assurdo, come pensare che chi ti ruba il portafoglio lo faccia per contarti i soldi.

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Qui invece l'ultima notizia di qualche giorno fa sempre riportata da Il Fatto Quotidiano:

IL FATTO QUOTIDIANO – Mutui in franchi svizzeri: Famiglie intrappolate in un grande inganno

Sardegna, 200 famiglie nella trappola dei mutui in franchi svizzeri: “Nessuno ci ha avvisato del rischio”

Un sentito ringraziamento va alla testata Alghero Notizie e a Paolo Lombardi, un mutuatario che ha scelto di raccontare pubblicamente la propria storia. È grazie a testimonianze come questa se oggi possiamo dare voce a tutte le famiglie sarde coinvolte in una delle pagine più controverse della finanza al dettaglio italiana. Attirati da tassi di interesse apparentemente vantaggiosi, molti sottoscrittori si sono trovati a pagare rate impreviste e a vedere lievitare il proprio debito residuo per via della rivalutazione del franco svizzero. Le loro battaglie legali, oggi rafforzate da alcune sentenze del Tribunale di Milano, puntano a far emergere la scarsa trasparenza e la pericolosità di contratti che si sono trasformati in veri e propri cappi finanziari.

Ogni volta che raccontiamo questa ingiustizia, costruiamo un pezzo della nostra resistenza.

Ogni condivisione è un passo verso la verità.

Non possiamo fermarci: dobbiamo continuare a denunciare, nei tribunali, sui giornali, nelle piazze e online.

Dobbiamo farci sentire, ovunque serva.

Insieme, possiamo cambiare le cose.

Non molliamo.

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Buongiorno Alghero.it: “Il mutuo con il trucco: martedì si riunisce l’associazione Tuconfin in difesa dei mutuatari”

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